La canzone di Marinella

Questa di Marinella è la storia vera
che scivolò nel fiume a primavera
ma il vento che la vide così bella
dal fiume la portò sopra a una stella
 
 
sola senza il ricordo di un dolore
vivevi senza il sogno di un amore
ma un re senza corona e senza scorta
bussò tre volte un giorno alla sua porta
 
 
bianco come la luna il suo cappello
come l’amore rosso il suo mantello
tu lo seguisti senza una ragione
come un ragazzo segue un aquilone
 
 
e c’era il sole e avevi gli occhi belli
lui ti baciò le labbra ed i capelli
c’era la luna ed avevi gli occhi stanchi
lui pose la mano sui tuoi fianchi
 
 
furono baci furono sorrisi
poi furono soltanto i fiordalisi
che videro con gli occhi delle stelle
fremere al vento e ai baci la tua pelle
 
 
dicono poi che mentre ritornavi
nel fiume chissà come scivolavi
e lui che non ti volle creder morta
bussò cent’anni ancora alla tua porta
 
 
questa è la tua canzone Marinella
che sei volata in cielo su una stella
e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno, come le rose
 
 
e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno come le rose.
FABRIZIO DE ANDRè
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“fammi entrare” lui rispose di no….

E LA LUNE BUSSO’ – Loredana Bertè
 
 
E la luna bussò alle porte del buio
"fammi entrare" lui rispose di no.
E la luna bussò dov’era il silenzio
ma una voce sguaiata
disse non è più tempo
quindi spalanca le finestre del vento
e se ne andò
a cercare un pò più in là
qualche cosa da fare
dopo avere pianto un pò
pere un altro no, per un altro no
che le disse il mare, che le disse il mare.
 
 
E la luna bussò su due occhiali da sole,
quello sguardo non si accorse di lei
ed allora provò ad un party in piscina
senza invito non entra nemmeno la luna
quindi rotolo su champagne e caviale
e se ne andò
a cercare un pò più in là
quqlche cosa da fare
dopo avere pianto un pò
per un altro no, per un altro no
di un cameriere.
 
 
E Allora giù quasi per caso
più vicini ai marciapiedi
dove è vero quel che vedi
e allora giù senza bussare
tra le ciglia di un bambino
per potersi addormentare
e allora giù fra stracci e amore
dove è un lusso la fortuna
c’è bisogno della luna
e allora giù, giù, giù.
 

Una minima

Metti me che fumo Pall Mall il colmo dei colmi io che non vivo negli olmi
io col mio sarcasmo che m’è influenzabile dall’entusiasmo che
dall’affanno dei polmoni in spasmo e Fabri che ti sta smontando con
un tango di rime in fondo cazzi tuoi se ti si rompe il condom con chi
m’è che chiama rime come commentando bango batti da
contrabbando diffondo dal velluto fino a orlando ben partita come
nando coll’auto radunando campioni per indole di mare prima e poi
custode sindrome è l’unico che ho adesso ce lo smezziamo come no
come lo vorresti un bel pò ma come t’invade mica tu sei mio padre ma
dimmi la neve prima di venire al mare eh! Sgomiti e come ti
senti che poi alla notte non t’addormenti con il custode tu fai il timido
ma ascolti e godi come minimo sei sazio con noi e sei in scazzo con
noi Basilio sto MC sott’olio liofilizza il tuo mobilio sto figlio se lo mando
in esilio Pompilio vuoi che il tizio col dizionario sostenga un comizio
strizzo poso ed il bello è che c’è chi sta ancora all’inizio frizzo
schizzo penalizzo smezzo il lezzo e vocalizzo hai sbagliato indirizzo
indizio quindi il seguito è che ti manca il fegato lavati il carattere che
sembri un paraplegico mi han detto che sei interdetto quanto sei
strategico confermi concordi cos’è che manca ai ricordi che senso
darsi degli ordini se non coordini i bordi qui da noi di recente in disco
vanno solo androidi Meganoidi strappati da steroidi e deltoidi è un altro
automa che si dona una nuova entrata già in uscita se si classifica la
mia sigla due f gemelle sopra una riga Fabri Fibra joint del peso netto
di una fibra non canto con te le Gem sai perchè porti sfiga
FABRI FIBRA