na lacrima

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questa l’ha composta una mia collega romana, Xenia ZITELLI, una poetessa dialettale bravissima. Ve la faccio leggere

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10 maggio: festa delle mamme.
In ricordo di mia madre e del suo lungo calvario…

La carozzella

Me scorazzavi, pupa, in carozzella…
mo, si permetti, famo un pò per uno ma, te giuro, nu l’àguro a nisuno de scariolà la madre che ranchella. 1)

La vita è na fiarata d’illusione 2)
che, prima de abbioccasse, s’arivela 3)
un’antìcchia, un mozzone de cannela, 4)
‘na manata de cennere e carbone.

Lungo un cortile sciatto de spedale, p’er vialo smerlettato de mortella, arzo l’occhi a guardà ‘na Maronnella eppoi ignotto er magone che me sale…

‘gni tanto prego, pe tigna de fede e m’arimetto, come a timonella, 5)
dietro a la schìna de ‘sta vecchiarella, pe potè piagne senza famme vede.

1-… che ranchella: che si trascina stentatamente.
2-… fiarata: vampata.
3-… de abbioccasse: di perdere la vivacità.
4-… un’antìcchia… un nonnulla, un avanzo di candela.
5-… timonella: calesse tirato da un solo cavallo.

XENIA ZITELLI

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