Quando Londra voleva la sua Tour Eiffel

QUANDO LONDRA VOLEVA LA SUA TOUR EIFFELQuella della Tour Eiffel è una storia nota a tutti: fu in occasione di un concorso per l’Esposizione universale sul Champ-de-Mars che un ingegnere, Gustave Eiffel, fece assemblare in meno di due anni una massiccia struttura di putrelle metalliche, inaugurata il 31 marzo del 1889 per festeggiare il centenario della Rivoluzione francese e destinata, in prima battuta, alla demolizione assieme ai restanti edifici dell’Expo, tuttavia preservata – quella bonne idée! – per l’utilità scientifica che avrebbe garantito.
Artisticamente accolta con scetticismo (pare per via del suo aspetto “utilitaristico”), la torre divenne, sin dalla fine del 19° secolo, la quintessenza architettonica della Città delle luci, inamovibile baluardo di innovazione strutturale e grandeur française, coi suoi 300 metri di altezza e le 7,500 tonnellate di ferro e acciaio.
Ed appena tre anni dopo la sua inaugurazione, in un’altra capitale,  a Londra – udite, udite – fu sponsorizzato un concorso per la creazione del corrispettivo britannico della torre parigina: a pensarci fu una società inglese, la Tower Company, che raccolse una settantina di proposte progettuali presentate da svariati Paesi  (Stati Uniti, Canada, Germania, Svezia, Italia, Austria, Turchia e Australia): bizzarri disegni ricalcanti  l’estetica del piano originario, con dimensioni accresciute.
La proposta premiata, inoltrata dal trio Stewart-Mclaren-Dunn (figura No. 37) e modulata su una pianta ottagonale  e un corpo centrale ospitante padiglioni, teatri e ristoranti, superava la Tour Eiffel di circa 215 metri: gli onerosi finanziamenti richiesti e le mancate sovvenzioni pibbliche, tuttavia, unitamente agli squilibri di proporzione fra altezza e basamento, determinarono uno stallo nei lavori di implementamento del progetto e portarono alla demolizione della torre (inaugurata, incompleta, solo cinque anni prima).
E se l’opera di Gustave Eiffel detiene tuttora il suo primato a Parigi, rimirata come la più imponente e rappresentativa struttura dell’intera nazione, nella capitale inglese il vetro l’acciaio e le costruzioni sperticate hanno acquisito, col tempo, un peso sempre maggiore, come testimonia l’ultima crerazione di Renzo Piano, The Shard – 1.016 piedi verso il cielo e una vaga reminescenza, nella silhouette, della forma piramidale della Torre Eiffel – l’edificio più alto del Regno Unito e dell’Europa tutta.

Londra o Parigi?
Puor moi, devinez.

QUANDO LONDRA VOLEVA LA SUA TOUR EIFFEL 2

QUANDO LONDRA VOLEVA LA SUA TOUR EIFFEL 3

 

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11 risposte a "Quando Londra voleva la sua Tour Eiffel"

  1. Buongiorno cara Barbara, ha iniziato la nuova era della coscienza, ti abbraccio e ti auguro una serena nuova era colmo d’amore e pace con sincera amicizia Pif♥

    … si impara sempre nuove cose… ma a me bata un torre di Eiffel 😀

    1. Pif cara… non so se questa nuova era sia davvero colma d’amore e pace… io nutro forti dubbi… le coscienze ancora non si sono smosse…. un bacione

      1. pian piano tutto cambia verso il meglio… ci vuole tempo per ogni cosa..

  2. Non lo sapevo…beh, forse è stato meglio che la cosa non abbia avuto seguito, le imitazioni, tranne qualche eccezione, di solito sono sempre un insuccesso 🙂
    Buon weekend cara Barby!

  3. Parigi è sempre Parigi ,e Londra no ce la vedo proprio con un prototipo imitato!
    Un abbraccio,buon fine settimana Barby cara♥

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